Accumulo con tecnologia a supercondensatori al grafene?

Accumulatori atti ad immagazzinare l'energia e renderla disponibile quando necessario, riducendo al minimo la dipendenza dalla rete elettrica.
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Kimera
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Re: Accumulo con tecnologia a supercondensatori al grafene?

Messaggioda Kimera » 06/09/2021, 16:36

I supercondensatori sono una tecnologia promettente ma, sono anni ormai che non si riesce a trovare una soluzione valida per il problema dell'autoscarica particolarmente accentuata in questa tecnologia.

Un italiano ha cercato di metterci una pezza realizzando questo tipo di accumulatore
https://cordis.europa.eu/article/id/247 ... ehicles/it
Praticamente ha realizzato un accumulatore combinando supercondensatori con batterie al litio ma, è un palliativo e non risolve comunque il problema.

Se poi un accumulo di supercondensatori qualcuno lo proponesse per uso domesico, per me è una proposta folle.
Sopratutto in inverno in cui non si riesce neanche a ricaricare per intero l'accumulatore, quella poca energia che si è riusciti ad immagazzinare la si vede andare perduta in poco tempo.
Uno spreco assurdo...


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fifurnio
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Re: Accumulo con tecnologia a supercondensatori al grafene?

Messaggioda fifurnio » 11/10/2021, 12:17

FROTTOLE E SOGNI...

Scusate ma sono un po' stanco e quasi incazzato quando leggo certi articoli su tecnologie che dovrebbero arrivare: si tratta spesso di parole, e basta: cerco di spiegarmi meglio, se una tecnologia viene data per promettente credo dovremmo seguire una regola molto semplice: fintantochè non è in commercio non esiste.
Dire ad esempio che il Politecnico di Torino ha una litio-zolfo sei volte la capacità delle litio attuali vuol dire solo che esiste una possibilità che diventi un prodotto industriale, nessun cenno sul degrado nel tempo, nessun cenno sui pericoli da produzione di gas nocivi in caso di anomalia, e quindi zero notizie sulla possibilità che la tecnologia diventi di fatto fruibile, di fatto ci sono solo delle premesse per lo sviluppo di .
Un po' come la fusione nucleare di cui si parla da tempo (diversi i tentativi falliti dopo investimenti importanti, solo l'ultimo del MIT pare abbia prodotto più energia di quanta immessa, e spero proprio che qualcuno ci riesca).
In pratica: se la nuova tecnologia non la vediamo usata da Tesla o Nissan o Toyota allora per noi è come se non ci fosse, i video e gli articoli su grafene e elettrolita solido ? alla stregua delle trasmissioni di Giacobbo su Atlantide, oddio... no dai, un po' meglio di quelli...poi di fatto arrivano ? bene, vuol dire che c'è ben più di una speranza, c'è un prodotto industriale vendibile, e magari garantito per qualche anno.
Sui supercaps di Kilowatt labs farei molta attenzione, qualcuno li ha testati e ha trovato una curva di scarica molto simile a celle litio-tionile (se ben ricordo) quindi occhio alla truffa, il poco che ho visto ai tempi non faceva ben sperare (un condensatore che dopo una scarica importante vede la tensione ai capi risalire da sola forse non è un condensatore...)
Fiat doblò convertito in EV Peugeot Partner EV Fotovoltaico con accumulo con moduli Tesla S 5 kw a casa e laboratorio

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Re: Accumulo con tecnologia a supercondensatori al grafene?

Messaggioda selidori » 11/10/2021, 13:15

C'e' speculazione nelle notizie, bisogna dare la bomba.
E si dimentica troppo spesso (come dici anche tu) quando un esperimento in laboratorio sia poi portabile in strada.
A parte i logici compromessi sul costo del procedimento ripetuto nelle nostre auto, ci sono molte altre cose da considerare dall'impatto ambientale alla reale capacità produttiva ed ho parlato solo di questioni etiche ed industriali, se aggiungiamo la sicurezza, qualità ed affidabilità, è facile capire che non bisogna esaltarsi per un esperimento da laboratorio.
Per dire: chi di noi sarebbe disposto a comprare un'auto elettrica da 10.000 euro che fa 1000km con una ricarica, ma dura 7.000 km e se fai un incidente con una bici rimani gravemente invalido (tu, non quello in bici)?

Nella mia esperienza da fai da te (che si applica non solo alla mera falegnameria ma anche ad esempio a fare il software) ho capito che è facilissimo fare un cassetto od un programma che fa qualcosa.
Ma che quel cassetto si apra ancora dopo un anno ed il programma vada anche col nonnino e la nuova versione di sistema operativo uscito solo un anno dopo è qualcosa di complicatissimo!
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