Quanto presenza garage influenza diffusione mobilità elettrica?

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pepo154
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Re: Quanto presenza garage influenza diffusione mobilità elettrica?

Messaggioda pepo154 » 18/10/2020, 10:52

Concordo con gli altri utenti, l'auto si può caricare nei più disparati modi nel vialetto, sotto casa, sotto una tettoia, in giardino, insomma non esiste solo il garage come edificio chiuso dove mettere l'auto.

Il problema sicuramente è presente ma se anche solo chi potenzialmente può caricare passasse all'auto elettrica significa abbattere di un'enormità le emissioni. Mettiamo che è il 30% del parco circolante? Sarebbe tantissimo rispetto ad ora.

Piuttosto sarebbe da snellire un po' tutto e magari trovare persone che "aiutano" l'installazione di una linea elettrica. Non è possibile dover chiedere a amministratore, elettricista, costruttore auto, ecc.
Ci vorrebbe una persona sola (nuove opportunità di lavoro?) che sappia guidare questa cosa. Poi ovvio chi fa da se magari risparmia ma la maggior parte non vuole arrivare a sbattere la testa su queste cose, cede le armi subito e compra diesel.


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Corrado5834
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Re: Quanto presenza garage influenza diffusione mobilità elettrica?

Messaggioda Corrado5834 » 18/10/2020, 11:21

elialitem ha scritto:Ricordo che la Norvegia ha attualmente il 55% del venduto elettrico o comunque con spina. 55%. Oggi. Non tra cinquanta anni.


Sei andato a prendere il dato che ti conveniva di più, non è così che si fanno i conti.
Comunque anche la Norvegia con un 55% di venduto (non di circolante!), se la percentuale non aumenta, tra 20 anni si ritroverà con ancora il 45% di termiche.
Ma vediamo l'Italia!
Al 2% attuale non ne parliamo proprio. Supponiamo in venti anni di arrivare al 50%.
Allo scadere dei 20 anni ci sarà ancora un 74% di termiche in giro (bisogna fare la media su tutti gli anni!).
Dopo altri venti anni, e sono 40 da oggi, se la percentuale non sale ancora, ci sarà ancora il 50% di termiche in giro.
Il periodo di 20 anni non è scelto a caso, ma è quanto ci vuole attualmente per rinnovare il parco; sono 40 milioni di vetture ad un rateo di sostituzione di 2 milioni anno.
Anche nel caso ideale che da DOMANI si vendano solo elettriche (100% delle vendite!) ci vorrebbero 20 anni per far sparire tutte le stufe a rotelle.
E non abbiamo nemmeno parlato di autotreni e quant'altro ...

marcober
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Re: Quanto presenza garage influenza diffusione mobilità elettrica?

Messaggioda marcober » 18/10/2020, 11:35

pepo154 ha scritto:
Piuttosto sarebbe da snellire un po' tutto e magari trovare persone che "aiutano" l'installazione di una linea elettrica.


Condivido.
Manca consapevolezza e formazione.
Sarebbe INDISPENSABILE che gli Amministratori di condominio fossero formati sulle tematiche AMBIENTALI, dopo di che ci dovrebbe essere una Legge che obbliga Amministratore dei condomini sopra 8 unita a far redigere Ape di una "ristrutturazione energetica" con obiettivo miglioramento 2 classi + predisposizione ricarica auto+fotovoltaico su intero tetto.

Dopo di che tale APE dovrebbe essere inviata ad almeno 3 ESCO della regione di appartenenza e queste formulano un preventivo dei lavori, calcolando poi due rapporti:
- CO2 risparmiata/Euro spesi"
- "Euro risparmiati sui costi energetici annuali/ Euro spesi"

Dopo di che..per tutti i progetti che hanno un rapporto "spesa/CO2" sopra certo limite..e di "risparmio/spesa" sotto un certo limite....scatta la possibilità per la Esco di poter fare i lavori previsti in APE (che sarebbero allora OBBLIGATORI per il condominio!) , ma la Esco deve accettare di essere pagata con:
- il risparmio in bolletta previsto nei primi 10 anni dell'intervento (i condomini continuano a pagare la bolletta "virtuale" di prima alla Esco, che invece paga la bolletta "diminuita" al fornitore di energia, e gode il risparmio), finanziato da una Banca con garanzia Stato
- la detrazione fiscale del 110% sulla cifra non coperta dal risparmio previsto di 10 anni (ceduto ad una Banca a fine intervento)

Se i rapporti citati sopra non arrivano ai limiti di legge, allora i condomini possono decidere di fare comunque i lavori, pagando loro la cifra che serve affinchè i rapporti citati rientrino nei limiti.
Si potrebbe anche prevedere un meccanismo per cui la cifra da pagare possa essere suddivisa fra i condomini anche in modo diverso rispetto ai millesimi...con alcuni condomini che possono pagare di più, maturando un credito nei confronti del condominio a valere sulle spese condominiali future...cioe alcuni condomini potrebbero trovare utile magari anche spendere 10 mila euro in piu della loro "quota" pur di ristrutturare condominio, recuperando i soldi anticipati sulle spese condominiali a venire..sapendo però che :
- immobile si rivaluta molto con intervento (diventando magari subito monetizzabile , e a valore superirore alla spesa sostenuta dato che il grosso sarebbe incentivato al 100%)
- se invece non si ha intenzione di venderlo, si sa che dopo 10 anni la Esco è "pagata" e i vantaggi sulla bolletta passano ai condomini.
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