Into Eternity: A Film for the Future. Documentario su deposito nucleare di Onkalo

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Into Eternity: A Film for the Future. Documentario su deposito nucleare di Onkalo

Messaggioda selidori » 29/03/2018, 12:59

In Finlandia pensano seriamente al nostro futuro.
E stanno costruendo il Deposito geologico di Onkalo: un deposito sotterraneo dove stoccare rifiuti (sopratutto radioattivi, ma non solo) a lunghissimo tempo per non farli trovare nel mondo 'a vista' dei nostri figli.
Onkalo-kaaviokuva.png
Basteranno 100.000 anni per dimenticare i nostri errori?
Onkalo-kaaviokuva.png (198.53 KiB) Visto 403 volte

Ci sono progetti simili in tutto il mondo da anni e tutti si basano sulla continua assistenza dell'uomo: refrigera i locali con le scorie, ristruttura i depositi o anche semplicemente li custodisce da furti di terroristi (e questo mi fa sempre pensare che il costo dell'energia nucleare in verità dovrebbe includere anche questa vita POSTUMA del materiale... un costo ad oggi infinito e mai conteggiato nel kWh nucleare).
Ma l'uomo non ci sarà per sempre, e se libere queste scorie potrebbero essere un problema.
Oppure ci sarà per sempre e vorrà liberarle, queste scorie.

Per questo questo nuovo deposito pensa ad andare più in là della custodia presidiata odierna dei materiali inerti.
Pensa dunque ad un deposito senza manutenzione umana che possa durare qualcosa molto ma molto più in la' di quando la mente umana possa pensare.
Onkalo è un tunnel sotterraneo della lunghezza di una ventina di km (fatti a spirale) in costruzione dal 2010 e la cui costruzione finirà nel prossimo secolo (si pensa attorno al 2120): a questo punto verranno stoccate le scorie radioattive anche prodotte per un altro centinaio di anni, quando poi sarà interrato e chiuso per supportare l'usura ed il tempo per almeno 100.000 anni.
Se non siete spaventati vuol dire che non avete in mente queste cifre. Ed è normale. Oltre un centinaio di unità, noi umani non possiamo immaginarci.

Un deposito per 100.000 anni è qualcosa che non si è mai neppure immaginato neanche nelle costruzioni più semplici. Le Piramidi non raggiungono ancora i 5000 anni di vita e qua si parla di 20 volte tanto (ma, tranquilli, nessun umano può immaginarsi neppure 5000 anni).

Su questa speranza per il futuro è stato fatto questo film documentario:
locandina[1].jpg
Riusciremo a difenderci da noi stessi?
locandina[1].jpg (43.85 KiB) Visto 403 volte

http://www.imdb.com/title/tt1194612/?ref_=fn_al_tt_1
FILMCOMPLETO : https://youtu.be/eObN9B6hciQ
Non incorporo il video poichè partirebbe solo la versione in inglese (che magari a qualcuno può andare bene), ma se accedete al link YT invece avete gli ottimi sottotitoli spagnoli che possono essere visualizzati anche da traduzione automatica in italiano grazie alla somiglianza di lingue.
Io comunque ho già visto 2 volte su RAISTORIA una versione doppiata in Italiano, appena la recupero sarà mia cura ricondividerla (dovrebbe essere abbastanza possibile anche superare i filtri di copyright, per volere degli autori stessi).

Passiamo alla 'recensione' del film.
Se amate i bado-boom, sparatorie, supereroi e radioactive-men, non vedete questo film.
Non vedetelo anche se avete meno di 30 anni, meglio se meno di 40.
Evitate anche di vederlo se vi piacciono i documentari tutti spettacolari americani con sfide tecnologiche all'ultimo micron, tutto azione, coraggio ed entusiasmo (alla DMAX, per intenderci).
Qua non c'e' niente di tutto questo. Avrete invece pallosissime sequenze di viaggi nel tunnel, con fango, roccia e scarsa visibilità, per interminabili minuti senza commenti. Ci saranno solo musiche da nerds ad accompagnarvi come i Kraftwerk o Sibelius ed interviste a gente che sarà tutta meno che bella.
Ma tranquilli che (se siete come me) non vi annoierete affatto. Perchè avrete tonnellate di cose su cui meditare su quanto è stato appena detto da uno dei responsabili del progetto.
Perchè questo è un film per meditare, per meditare un po' su tutto.

Ad esempio che anche per la sua semplice costruzione (appunto stimata in un centinaio di anni) in cui dovranno collaborare 2 o 3 generazioni di architetti, ingenieri, operai, ma anche burocrati, politici e governi che dovranno perseverare nello scopo.
E che tutto questo servirà solo per le scorie radiattive di una sola nazione.
E poi la maggiore sfida tecnologica: riuscire a realizzare qualcosa che può durare 100.000 anni. Dovrà supportare terremoti, inondazioni, forse varie guerre, estinzioni di massa, meteoriti, geologie cambianti, eruzioni, ecc e non una volta, ma varie volte, forse migliaia. E non è mai stato fatto niente di simile fino ad ora, neanche lontanamente.

Ma la vera battaglia, la vera sfida è sopravvivere a noi stessi.
Come potremo evitare che generazioni migliaia di volte lontano da noi, non vadano a ficcanasare in quei posti e riesumare sostanze pericolosissime alla nostra (e loro?) biologia?
Come metterli in guardia da non frugare in quel deposito?
Come possiamo scrivere fuori che dentro c'e' qualcosa di pericoloso?
In che lingua?
Con che disegni? Colori?
Possiamo scolpire nella pietra (ma dura 100.000 anni?) queste indicazioni con icone? Possiamo fare ingressi con degli spuntoni e rovi che naturalmente anche una seconda e nuova vita intelligente sulla terra capisca è per allontanarlo?
Ed anche se riusciamo a conservare e far capire questo messaggio, siamo sicuri che l'uomo fra centomila anni lo considererà e seguirà il consiglio di starne alla larga?
Certo, perchè no, sarebbe ridicolo che non segua i nostri consiglio o per lo meno cerchi di accedere a quei locali senza prima un sacco di cautele e procedure che la sua tecnologia ultra-evoluta gli permetterà di avere. Ed invece no. Perchè per la nostra generazione non è stato assolutamente così. Abbiamo violato le tombe dei faraoni egizi o la Pietra runica di Stentoften nonostante tutte le indicazioni e ci siamo fatti beffe di sistemi anti-intrusione, con nessuna cautela e considerando gli ammonimenti pura superstizione.
Quindi l'uomo del futuro sarà incuriosito, probabilmente, da vedere cosa c'e' sotto: è nella sua natura (per citare solo il nobile sentimento della curiosità).

Ci sono poi altri aspetti da considerare.
Il META' STRADA: un po' il covo potrebbe riapparire per catastrofi naturali ed un po' potrebbe cercarlo l'uomo del futuro.
Magari i materiali in esso contenuto, oggi rifiuti, potranno avere un valore, reale od intrinseco o simbolico nel mondo del futuro. E farà di tutto per accedervi.

Infine un altro aspetto non meno importante ed ancora basato sulla filosofia:
il deposito andrà documentato?
Il sapere che c'e', esiste, è pericoloso e non bisogna avvicinarsi, andrebbe tramandato su materiali che resistono alle intemperie (ad oggi nessuno dura 100.000 anni, quindi queste informazioni andrebbero trascritte e tramandate con diligenza, sperando rientrino nei momenti di non popolazione del pianeta che immancabilmente ci saranno)?
Oppure no?
E' meglio fidarsi di noi stessi e sapere che c'e' qualcosa lì da non toccare o dimenticare tutto e non rischiare di cedere alla tentazione? E sperare che nessuno lo scopra mai?

Chissà, magari fra qualche anno o decennio troveremo un simil-Onkalo di qualche milione di anni fa con un'altra generazione di uomini ora estinta che ha fatto lo stesso su questo pianeta.

Un film, un documentario che fa più domande e da' meno risposte.
Anche perchè risposte certe a questi dilemmi etici non ce ne sono.

Michael Madsen ha scritto:Mi piacerebbe tanto potervi incontrare e cercare di comunicare con voi. Questa è probabilmente l’unica testimonianza del nostro tempo (…) State entrando in un deposito di scorie nucleari del 20° secolo. Non ci andate. È pericoloso. È radioattivo. Non potete vederlo. Non potete sentirlo. E abbiate cura del mondo meglio di noi. Vi siete inoltrati nel tunnel e avete raggiunto un posto in cui non sareste mai dovuti venire. Non lo sapete, ma qualcosa sta succedendo al vostro corpo ora. Va oltre i vostri sensi. Non sentite niente. Non odorate niente. Una luce invisibile vi sta attraversando. È l’ultimo bagliore della mia civiltà, che ha raccolto i poteri dell’universo.
Ultima modifica di selidori il 14/07/2018, 21:05, modificato 2 volte in totale.


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Re: Into Eternity: A Film for the Future. Documentario su deposito nucleare di Onkalo

Messaggioda marco » 29/03/2018, 20:12

Mi pareva di aver visto qualcosa in tv che parlava del progetto di quel film, ma è passato tanto tempo e ho un ricordo vago.. mi pare di ricordare che cercassero il terreno/pietra della consistenza giusta perchè potesse durare nel tempo.

Al di là di questo, il nucleare mi pare abbia delle affinità con i combustibili fossili, ma all'opposto.
I combustibili fossili hanno impiegato milioni di anni per formarsi, ed in un batter d'occhio noi li consumiamo per produrre energia.
Il nucleare lo consumiamo rapidamente per produrre energia, poi ci vorranno milioni di anni perchè le scorie prodotte cessino di essere radioattive.

Quasi due facce della stessa medaglia, che dovrebbero convincerci sempre più che l'unica strada percorribile sono le fonti rinnovabili.
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Re: Into Eternity: A Film for the Future. Documentario su deposito nucleare di Onkalo

Messaggioda selidori » 14/07/2018, 20:54

Stasera su RAISTORIA (canale 54 del digitale terrestre) alle 21.09 c'è un passaggio di questo incredibile film.

https://www.staseraintv.com/scheda/Film ... uture.html
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Re: Into Eternity: A Film for the Future. Documentario su deposito nucleare di Onkalo

Messaggioda selidori » 14/07/2018, 23:01

selidori ha scritto:....appena la recupero sarà mia cura ricondividerla (dovrebbe essere abbastanza possibile anche superare i filtri di copyright, per volere degli autori stessi).

Curiosità. Il sito del film direi è durato molto meno di 100.000 anni: è già offline: http://www.intoeternitythemovie.com/ :(
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Re: Into Eternity: A Film for the Future. Documentario su deposito nucleare di Onkalo

Messaggioda marco » 15/07/2018, 7:11

selidori ha scritto:
Curiosità. Il sito del film direi è durato moltoi meno di 100.000 anni: è già offline


Anche il link di staseraintv è già defunto :-(
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Re: Into Eternity: A Film for the Future. Documentario su deposito nucleare di Onkalo

Messaggioda carest » 15/07/2018, 9:43

marco ha scritto:....I combustibili fossili hanno impiegato milioni di anni per formarsi, ed in un batter d'occhio noi li consumiamo per produrre energia.
Il nucleare lo consumiamo rapidamente per produrre energia, poi ci vorranno milioni di anni perchè le scorie prodotte cessino di essere radioattive.....

Tutti gli elementi della tavola periodica oltre il bismuto (numero atomico 83) sono stati prodotti durante l'esplosione della supernova progenitrice dell'attuale sole, quindi sono stati creati moltissimo tempo fa, nell'ordine di miliardi di anni. Quanto tempo ci vorrà prima che si riformino non possiamo saperlo... una volta finiti, dovremo attendere un po' prima di riaverne altri a disposizione.... altro che combustibili fossili, dove bastano qualche decina di milioni di anni!

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Re: Into Eternity: A Film for the Future. Documentario su deposito nucleare di Onkalo

Messaggioda selidori » 15/07/2018, 10:10

marco ha scritto:
selidori ha scritto:
Curiosità. Il sito del film direi è durato moltoi meno di 100.000 anni: è già offline


Anche il link di staseraintv è già defunto :-(
Ma questo?:
https://www.staseraintv.com/scheda/Film ... uture.html
Ma sei sicuro?
A me funziona ancora, anche con browser in modalità anonima.
Daltronde l'ho postato proprio perchè ho visto non contiene dati dinamici o temporali. comunque non ti perdi niente, a non avere quel link, semplicemente l'ho messo perchè è una delle poche schede italiane che ho trovato (senza che siano recensioni).

Invece non so quanto durerà il link di YT, essendo un film di cui qualcuno potrebbe rivendicarne diritti di autore (ed inoltre contiene musiche dei Kraftwerk, Philip Glass, ecc).
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Re: Into Eternity: A Film for the Future. Documentario su deposito nucleare di Onkalo

Messaggioda selidori » 15/07/2018, 10:47

selidori ha scritto:Invece non so quanto durerà il link di YT, essendo un film di cui qualcuno potrebbe rivendicarne diritti di autore (ed inoltre contiene musiche dei Kraftwerk, Philip Glass, ecc).
Ed infatti ecco che Filippo Vetro si è arrabbiato (da altro dettaglio dice però è bloccato solo in Austria e Germania):
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