Obbligare all'indicazione di raccolta differenziata sui prodotti

Qualsiasi apparecchio di uso domestico (televisore, lavatrice, lavastoviglie, frigorifero, aspirapolvere, ecc.) funzionante a corrente elettrica.


mirko2016
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Re: Obbligare all'indicazione di raccolta differenziata sui prodotti

Messaggioda mirko2016 » 25/04/2019, 13:50

Scusa ma ha qualche fondamento quanto scritto qui:

http://www.ecodallecitta.it/notizie/104 ... riciclati/

Perché se questo fosse il motivo per cui non si riciclano piatti e posate (che non uso) ma anche giochi e ogni altra cosa che si vede indicato negli elenchi da conferire nell'indifferenziato...lo trovo molto grave e da risolvere il prima possibile...la bacinella di plastica non la si può riciclare per questo motivo ad esempio? I giochi da spiaggia rotti? Spero ci siano altri motivi sarebbe sconcertante
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Re: Obbligare all'indicazione di raccolta differenziata sui prodotti

Messaggioda mirko2016 » 25/04/2019, 13:51

marcober ha scritto:http://www.conai.org/wp-content/uploads/dlm_uploads/2017/07/Linee-Guida_Riciclo_Plastica.pdf

Grazie!
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marcober
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Re: Obbligare all'indicazione di raccolta differenziata sui prodotti

Messaggioda marcober » 25/04/2019, 14:34

Tieni conto che esiste un meccanismo che "spinge" verso la corretta evoluzione: un "messaggio di prezzo" che il Conai "trasmette" a chi mette sul mercato gli Imballi.
Infatti ogni imballo "paga" un CAC proporzionale a quanto:
- pesa
- quanto è difficile raccoglierlo, trasportarlo, selezionarlo fra il mix del suo "tipo" e poi riciclarlo (questo è legato allo specifico materiale o mix di materiali o costruzione dell'imballo stesso)
- quanto vale una volta riciclato
Dunque chi usa (produttore del bene imballato) un imballo cercherà di usarne uno che a parità di performance finali, gli costa meno, COMPRESO I COSTI MENZIONATI che sono pagati col CAC.

Dunque il consumatore troverà sul mercato prodotti analoghi MA quello con un imballo più "eco" avrà un prezzo minore..dunque egli dovrebbe essere implicitamente portato a preferirlo, dunque premiando l'imballo migliore.
Ovvio, come tutti i meccanismi di prezzo non è infallibile (il mercato fallisce), ma direi che è bello potente.
Questo ha portato poi ai risultati % che ti hanno sorpreso nell'altro messaggio..ma che sono reali (e simili anche per le altre frazioni di imballi..cioe vetro carta alluminio metallo e legno).

Dunque il sistema non è costruito (e non richiede) al consumatore di essere "esperto" in materiali o imballi, ma solo di essere "normalmente sensibile" a messaggi di prezzo.. e dunque inutile star a spiegare al consumatore che una cosa è in PP 05 e un'altra in Polietilene 02 o 04 o in PET 01..anche perché sappi che poi il CAC non è funzione solo del "materiale" ma anche di come è fatto l'imballo (una bottiglia in PET nera paga CACA più alto di una in PET trasparente..ma la sigla è sempre PET 01..dunque per te sapere che è 01 , cosa ti serve?)
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Re: Obbligare all'indicazione di raccolta differenziata sui prodotti

Messaggioda marcober » 25/04/2019, 18:08

mirko2016 ha scritto:Scusa ma ha qualche fondamento quanto scritto qui:

http://www.ecodallecitta.it/notizie/104 ... riciclati/

Perché se questo fosse il motivo per cui non si riciclano piatti e posate (che non uso) ma anche giochi e ogni altra cosa che si vede indicato negli elenchi da conferire nell'indifferenziato...lo trovo molto grave e da risolvere il prima possibile...la bacinella di plastica non la si può riciclare per questo motivo ad esempio? I giochi da spiaggia rotti? Spero ci siano altri motivi sarebbe sconcertante


le cose evolvono ..quella cosa del 2010 non è più vera per piatti bicchieri e posate in Plastica Monouso..che da alcuni anni sono considerati IMBALLAGGI e dunque pagano il CAC e dunque DEVONO/POSSONO essere conferiti nella raccolta differenziata che (forse manca come info FONDAMENTALE) riguarda SOLO gli IMBALLAGGI.
Peccato che i "prezzolati" parlamentari Europei abbiano allegramente sacrificato 1 mld di PIL italiano di questo settore (siamo i leader europei) per dare spazio al pIL dei tagliatori di alberi del Nord Europa.
https://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2 ... 5806.shtml

Per il motivo sopra esposto oggi la raccolta differenziata NON prevede che si possano conferire CASALINGHI , ARREDI, GIOCATTOLI e altri oggetti in plastica.
il COREPLA sta ovviamente conducendo una riflessione sul tema, e tecnicamente potrebbe anche essere "pronto" ad allargare le operazioni anche oltre l'imballaggio..ma serve che il parlamento lo scriva (anche perché sono costi che ala fine gravano sul CONSUMATORE, è sempre bene ricordarlo..e dunque prima di appioppare costi a destra e sinistra occorre fare un'analisi costi/benefici).
Detto questo..qui lo dico e qui lo nego..se conferite oggetti in PET o in PP o in PE nella raccolta della plastica NON arrecate danno, perché le macchine che selezionano lo riconoscono al pari dell'analogo polimero usato per un imballaggio.
Il Comune non ottiene un vantaggio indebito perché il Corepla gli paga solo i kg "di imballaggio" e non la "frazione estranea", ma dunque nemmeno viene penalizzato.
TUTTAVIA siccome non è consentito farlo, il Comune potrebbe MULTARVI.
Io siccome so che comunque sono materiali che vengono RICICLATI, pur rischiando la multa, se sono PP e PE, li conferisco.

Tuttavia, ripeto, vedrei di buon occhio che il Parlamento estendesse i cosidetti EPR (Extended producer Responsability) anche oltre agli imballaggi, affinché una piccola tassa fosse raccolta anche su altri oggetti in plastica MA offrendo in cambio il servizio di raccolta e riciclo (già in essere , tutto sommato).
Tuttavia debbo anche dire che il peso di tali oggetti, sul volume dei rifiuti raccolti, è abbastanza esiguo..cioè non ci sono tantissime tonnellate..ma riconosco che lo sforzo richiesto, data la struttura già esistente, è minimo e dunque probabilmente vale la pena farlo.
Un altro "rifiuto" che oggi è ancora "senza fine vita" è il secchio in plastica per la vernice (e sono solo vernici all'acqua, dato che i solventi non reggerebbero nella plastica"..che oggi vanno dati all'isola ecologica..ma che io sappia, ne arrivano davvero pochi , ed essendo pochi, sono anche poi difficili da riciclare, perché pochi kg=alti costi. spero che la situazione si evolva nei prossimi 24 mesi… se succede, magari poi informo.
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Re: Obbligare all'indicazione di raccolta differenziata sui prodotti

Messaggioda mirko2016 » 26/04/2019, 10:57

Purtroppo mi hai confermato quello che speravo negassi....ma almeno hai scritto una speranza....qui da noi multe mai date raccolgono e basta, ho sempre differenziato anche non imballaggi (manco sapevo non si potesse fare), e lo continuerò a fare. Magari posate bicchieri ecc ora pagano proprio perché vi era stata una attenzione mediatica (di fatti quello è un articolo di giornale)....si sa le porcate vengono sopportate nel silenzio per decenni, poi basta che per qualsiasi casualità il noto problema viene alla luce (dei media), e spesso si trova una soluzione...insomma bisogna farsi sentire.

Piccola nota...poi integro con foto per chi non conosce il prodotto...oggi a lavoro ho buttato la carta e trovato dentro una confezione di alette di pollo Casa Modena in apparentemente cartone. Codice 07. Tolto dalla carta, subito ho pensato che è un tranello: ma puoi fare una confezione esterna in questo modo ambiguo? (che poi quella interna è in plastica adatta a entrare in microonde, quindi bella robusta, il che significa che la confezione la potevano fare in qualsiasi materiale).
Sono sicuro che quando non va nell'indifferenziata al 99.9% dei casi questo imballaggio finisce nella carta.
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Re: Obbligare all'indicazione di raccolta differenziata sui prodotti

Messaggioda marcober » 26/04/2019, 11:19

Se "dentro" hanno vaschetta in plastica che entra nel forno TRADIZIONALE, si tratta di C-PET..una tipologia di PET (simile a quello delle Bottiglie MA che viene selezionato A PARTE per non inquinare quello delle bottiglie..ma è RACCOLTO pur sempre nella RD PLASTICA). Dovrebbe portare simbolo 01 (se presente il numerino..ma ripeto..io lo eviterei)

Se esiste una vascheta rigida TERMOSALDATA..la scatola di cartone è INUTILE SOVRAIMBALLO..andrebbe evitata.
Fossimo in UK, la gente la aprirebbe alla cassa e a lascerebbe nel supermercato...per evitare di doversi occupare lui della noia di conferirla..il supermercato di incazza e chiede al produttore di EVITARLA, come è giusto che sia.
Se la VASCHETAT noN è TERMOSALDATA..ANDREBBE TERMOSALDATA E SI DEVE EVITARE imnallo secondario inutile..che appaga solo gli occhi.
Se poi ha una finestra TRASPARENTE, peggio! perche il cartone devinta piu complicato da gestire in riciclo.

Il codice 07 sul cartone PENSO si ruiferisca al vassoio INTERNO...non posso pensare che abbiano toppato clamorosamente cosi.
Per cui era corretto lasciarlo dove stava.
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